AI Act: cosa cambia se usi l'intelligenza artificiale nel marketing e nel sito
Chatbot, immagini e testi generati, formazione del personale: gli obblighi in vigore e le date
In breve: se usi l'IA per scrivere testi, creare immagini o rispondere ai clienti, dal 2 agosto 2026 valgono gli obblighi di trasparenza dell'art. 50 dell'AI Act: chi parla con un chatbot deve saperlo, i deepfake vanno dichiarati e così i testi d'interesse pubblico non revisionati da una persona. Non ogni testo scritto con l'IA va dichiarato. Già dal 2 febbraio 2025 devi curare la formazione di chi usa l'IA per tuo conto.
Aggiornato il 22/10/2026.
Ti riguarda se
- hai un chatbot o un assistente virtuale sul sito, su WhatsApp o nell'area clienti;
- crei con l'IA immagini, video o audio per pubblicità, social o sito;
- il tuo personale usa strumenti come ChatGPT, Claude, Gemini o le funzioni IA di HubSpot per lavoro.
L'AI Act è il Regolamento (UE) 2024/1689. Nel 2026 è stato modificato dal Digital Omnibus sull'IA, in vigore dal 27/07/2026, che ha spostato alcune scadenze. In Italia c'è anche la Legge 132/2025 sull'intelligenza artificiale, in vigore dal 10/10/2025, che si applica in coerenza con l'AI Act.
Fornitore o deployer?
| Ruolo | Chi è | Esempio |
|---|---|---|
| Fornitore (provider) | Chi sviluppa un sistema di IA e lo mette sul mercato o in servizio con il proprio nome o marchio | L'azienda che produce il software del chatbot |
| Deployer | Chi usa un sistema di IA sotto la propria autorità, per attività professionale | La tua azienda che usa uno strumento IA per il marketing |
Quasi sempre una PMI che usa strumenti di mercato è deployer. Se però costruisci un sistema e lo offri con il tuo marchio, potresti essere anche fornitore.
Le date che contano

| Data | Cosa si applica |
|---|---|
| 02/02/2025 | Divieti e alfabetizzazione in materia di IA (art. 4) |
| 02/08/2025 | Obblighi per i modelli di IA per finalità generali |
| 02/08/2026 | Trasparenza (art. 50) e applicazione generale; partono i controlli |
| 02/12/2026 | Fine della transizione sulla marcatura automatica dei contenuti generati, per i sistemi già sul mercato prima del 02/08/2026 (riguarda i fornitori) |
| 02/12/2027 e 02/08/2028 | Sistemi ad alto rischio (rinviati dal Digital Omnibus) |
Cosa fare nel marketing e sul sito

- Chatbot: chi ci parla deve sapere che sta parlando con un'IA, a meno che sia evidente. Per l'art. 50 è un obbligo del fornitore, ma il messaggio lo vede il tuo cliente: verifica che lo strumento che usi lo mostri, al più tardi al primo contatto.
- Immagini, video e audio: se un contenuto generato o modificato con l'IA somiglia a persone, luoghi, oggetti o eventi reali e potrebbe sembrare autentico, è un deepfake e va dichiarato. Per un'opera evidentemente creativa o satirica basta segnalarlo senza rovinarne la fruizione.
- Testi su questioni di interesse pubblico: se li generi con l'IA e li pubblichi per informare il pubblico, vanno dichiarati, salvo che abbiano avuto una revisione umana e qualcuno ne abbia la responsabilità editoriale. Un testo di marketing scritto con l'IA (un post, una newsletter, una scheda prodotto) non va dichiarato solo per questo: l'obbligo dell'art. 50, par. 4 riguarda deepfake e testi d'interesse pubblico non revisionati, e quello del par. 1 i chatbot.
- Formazione: l'art. 4 chiede a fornitori e deployer di adottare misure per sviluppare l'alfabetizzazione in materia di IA del personale che usa questi sistemi. Non serve garantire un livello preciso, ma conviene poter mostrare cosa hai fatto.
- Dati personali: l'AI Act non sostituisce il GDPR. Se metti dati dei clienti in uno strumento IA, valgono le regole di sempre (informativa, base giuridica, nomina del fornitore come responsabile).
💡 Le informazioni vanno date in modo chiaro e distinguibile, al più tardi al primo contatto o alla prima esposizione, e devono rispettare i requisiti di accessibilità.
⚠️ Le sanzioni per la violazione dell'art. 50 arrivano fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale: per le PMI vale il più basso dei due importi (art. 99).
✅ Una pratica semplice: una riga «Assistente virtuale basato su intelligenza artificiale» nell'apertura del chatbot e una nota «Immagine generata con IA» sui contenuti che potrebbero sembrare reali.
Quando scriverci
Possiamo controllare come si presenta il chatbot sul tuo sito o in HubSpot, aggiungere le diciture sui contenuti generati e aiutarti a fare l'elenco degli strumenti IA usati in azienda. Scrivi a supporto@linkitb.it (oppure apri un ticket) indicando quali strumenti usi.
💡 Questo articolo spiega come funzionano gli strumenti e cosa dicono le fonti ufficiali: non è una consulenza legale. Per il tuo caso specifico confrontati con il tuo consulente.
Fonti: Commissione europea, AI Act: quadro normativo e date · AI Act Service Desk, Timeline di attuazione · AI Act Service Desk, Articolo 50 · Articolo 4 · Articolo 3, definizioni · Articolo 99, sanzioni · Normattiva, Legge 23 settembre 2025, n. 132